Ci sono prove che richiedono poco e altre per le quali invece solo un uso prolungato e costante contribuisce a dare una visione d’insieme già equilibrata. Apple Watch è una di queste, perché il rapporto tra il Watch stesso e l’esperienza d’uso è profondamente sbilanciato verso quest’ultima. Quello che si chiedono molte persone prima di acquistare uno smartwatch o un wearable è se lo si userà davvero: di uno smartphone non si può fare a meno, questo ormai è assodato, ma il Watch e tutti gli appartenenti alla sua categoria sono in fin dei conti accessori aggiuntivi che devono in qualche modo stabilire un rapporto particolare e stretto con chi li indossa, una dipendenza che solo l’abitudine può creare. Quando si lascia uno smartwatch in un cassetto o sul comodino, magari scarico, per un paio di giorni senza rimpiangere la sua mancanza si rompe un qualcosa che difficilmente si riuscirà a ricostruire. Abbiamo tenuto al polso Watch 2 per circa 10 mesi, e in questi mesi lo abbiamo maltrattato, provato in ogni suo aspetto e usato come un orologio normale: ne abbiamo colto i pregi ma anche i difetti, alcuni dei quali però verranno corretti con il prossimo Watch OS 4. Perché Watch, criticato da molti, è forse il prodotto in cui Apple oggi crede di più, quello con più margini di crescita: in Italia non ha ancora la diffusione di un iPhone, ma se capita di passare per la California o per New York la situazione è totalmente diversa, chi ha un iPhone in tasca ha probabilmente anche un Watch al polso.Ottobre: sia lodata la resistenza all’acqua
“Quando esce un nuovo prodotto Apple è sempre meglio aspettare la seconda versione”. Una frase questa che ha avuto ragione con l’iPhone, con l’iPad e con moltissimi altri prodotti Apple, e Watch non rappresenta certo una eccezione. Con questa seconda generazione Apple è andata a toccare quelli che erano effettivamente i punti deboli del primo smartwatch, e tra tutti quello più importante è sicuramente la protezione waterproof. Si può fare la doccia con Apple Watch al polso, andare al mare o in piscina, lavarsi le mani: Watch diventa un orologio a tutti gli effetti che non ci si deve preoccupare di avere addosso, non si graffia, non si rovina e non si rompe neppure se viene immerso.
Apple ha saggiamente scelto di non cambiare il design: non sarà bello come un Rolex ma non deve neppure esserlo, anzi, deve sembrare qualcosa di diverso dal classico orologio analogico che molti altri produttori di smartwatch vogliono imitare a tutti i costi. Altre differenze con il modello precedente sono il GPS integrato, davvero utile, un processore più potente, uno schermo leggermente più luminoso che aiuta soprattutto in esterni e una autonomia migliorata, che se per uno smartphone è sempre un’ottima cosa per uno smartwatch, e poi spieghiamo perché, non sempre lo è.
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